La cupola del Pantheon: il capolavoro ingegneristico dell’Antica Roma

Il Pantheon di Roma, originariamente tempio dedicato a tutte le divinità, è uno degli esempi più straordinari e meglio conservati dell’architettura romana antica. La sua imponente cupola, in particolare, è un inno al genio ingegneristico, rimasta per secoli la più grande mai realizzata in calcestruzzo non armato.

Chi ha fatto la cupola del Pantheon?

Sebbene l’iscrizione sul frontone attribuisca il Pantheon a Marco Vipsanio Agrippa (genero di Augusto, che eresse l’edificio originale tra il 27 e il 25 a.C.), la struttura che ammiriamo oggi, inclusa la maestosa cupola, è frutto della ricostruzione voluta dall’imperatore Adriano (tra il 118 e il 125 d.C.) dopo che incendi ne avevano danneggiato le versioni precedenti. Sebbene il nome dell’architetto sia incerto, la paternità del progetto è spesso associata ad Adriano stesso e forse ad Apollodoro di Damasco, in un’epoca in cui l’ingegneria romana raggiunse il suo apice. La cupola è la testimonianza duratura della loro abilità.

Quali sono le dimensioni della cupola del Pantheon?

Le dimensioni della cupola del Pantheon sono impressionanti e cruciali per la sua stabilità. La cupola è una perfetta semisfera: il suo diametro misura 43,44 metri, pari esattamente all’altezza dell’edificio dal pavimento all’oculus, consentendo a un’ipotetica sfera di essere inscritta perfettamente all’interno. L’altezza dal tamburo è di circa 21,75 metri. L’ingegneria che la sorregge è un capolavoro di alleggerimento: il materiale principale è il opus caementicium (calcestruzzo romano), ma la composizione cambia in base all’altezza. Alla base è mescolato con materiali pesanti come tufo e travertino, mentre man mano che si sale si utilizzano materiali più leggeri come mattoni frantumati e, verso la sommità, la pietra pomice, riducendo progressivamente lo spessore da 6,20 metri alla base a 1,40 metri presso il foro centrale.

Perché la cupola del Pantheon è aperta?

La cupola non è aperta, ma presenta al centro un’apertura circolare di circa 9 metri di diametro chiamata Oculus (occhio).

A cosa serve il buco sulla cupola del Pantheon?

Il foro o Oculus svolge diverse funzioni fondamentali:

  1. Strutturale: Alleggerisce notevolmente il peso nella parte sommitale della cupola, dove le spinte laterali sono minime, contribuendo in modo cruciale alla stabilità dell’intera struttura.
  2. Illuminazione: È l’unica e principale fonte di luce naturale per l’interno, creando un fascio luminoso che si muove lungo la volta e il pavimento, con un forte impatto scenografico e simbolico.
  3. Simbolico: Rappresenta la connessione tra il tempio (la sfera terrestre) e il cielo (la sfera celeste), un “occhio” aperto verso le divinità.

Quando piove, l’acqua entra, ma grazie all’effetto “camino” (l’aria calda che sale) le gocce si vaporizzano parzialmente. Inoltre, il pavimento è leggermente convesso e dotato di fori di drenaggio quasi invisibili che impediscono la formazione di pozzanghere.

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