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Piazza della Rotonda a Roma: il cuore del Pantheon e della città eterna

Piazza della Rotonda: il cuore del centro storico di Roma

Situata nel rione Pigna, a pochi passi da Piazza Navona, Piazza della Rotonda è una delle piazze più celebri e visitate di Roma. La sua fama è indissolubilmente legata al maestoso edificio che domina lo spazio: il Pantheon. Questa piazza, animata da caffè e ristoranti, rappresenta un vero e proprio salotto urbano, un punto d’incontro per romani e turisti, immerso nella storia millenaria della città eterna.

La storia di Piazza della Rotonda e del suo nome

L’area su cui sorge la piazza ha origini antichissime. In epoca romana, in questa zona esisteva un’ampia spianata. Il nome attuale, Piazza della Rotonda, deriva proprio dal nome popolare con cui il Pantheon era conosciuto fin dal Medioevo, quando divenne la chiesa di Santa Maria ad Martyres, detta volgarmente “Santa Maria della Rotonda” per la sua forma circolare. Nel corso dei secoli, la piazza ha subito diverse trasformazioni, assumendo l’aspetto attuale soprattutto dopo le modifiche volute da Papa Eugenio IV nel XV secolo.

Il Pantheon e la sua connessione con Piazza della Rotonda

Non si può parlare di Piazza della Rotonda senza citare il Pantheon. Costruito originariamente come tempio dedicato a tutte le divinità da Marco Vipsanio Agrippa nel 27 a.C. e poi ricostruito da Adriano, il Pantheon è un capolavoro di architettura e ingegneria. L’imponente pronao, con le sue colonne corinzie monolitiche, si affaccia direttamente sulla piazza, creando un impatto visivo spettacolare. La vicinanza tra la piazza e il monumento è tale da renderli un unico complesso storico e artistico, celebrando il legame profondo tra la storia antica e quella moderna della città. Il binomio Pantheon/Piazza della Rotonda è uno dei più iconici di Roma.

La Fontana del Pantheon: un gioiello barocco nella piazza

Al centro della piazza sorge la splendida Fontana del Pantheon. Realizzata per volere di Papa Gregorio XIII su progetto di Giacomo della Porta nel 1575, la fontana fu in seguito arricchita, nel 1711, con un obelisco egizio in granito rosso di Ramesse II. Questo obelisco, proveniente dall’Iseo Campense (tempio dedicato a Iside e Serapide), è sormontato da una croce in bronzo e conferisce alla fontana e all’intera piazza una magnificenza barocca.

Cosa vedere e fare a Piazza della Rotonda

Oltre ad ammirare la magnificenza del Pantheon e della Fontana, la piazza offre l’opportunità di immergersi nella vita romana. Ci si può sedere in uno dei caffè storici per un caffè o un aperitivo, godendosi la vista e l’atmosfera vivace. La zona circostante è ricca di botteghe artigiane e piccole vie caratteristiche, perfette per una passeggiata che conduce idealmente dal Pantheon a luoghi come Piazza Navona o il Tempio di Adriano. Piazza della Rotonda non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere nel cuore pulsante di Roma.

La cupola del Pantheon: il capolavoro ingegneristico dell’Antica Roma

Il Pantheon di Roma, originariamente tempio dedicato a tutte le divinità, è uno degli esempi più straordinari e meglio conservati dell’architettura romana antica. La sua imponente cupola, in particolare, è un inno al genio ingegneristico, rimasta per secoli la più grande mai realizzata in calcestruzzo non armato.

Chi ha fatto la cupola del Pantheon?

Sebbene l’iscrizione sul frontone attribuisca il Pantheon a Marco Vipsanio Agrippa (genero di Augusto, che eresse l’edificio originale tra il 27 e il 25 a.C.), la struttura che ammiriamo oggi, inclusa la maestosa cupola, è frutto della ricostruzione voluta dall’imperatore Adriano (tra il 118 e il 125 d.C.) dopo che incendi ne avevano danneggiato le versioni precedenti. Sebbene il nome dell’architetto sia incerto, la paternità del progetto è spesso associata ad Adriano stesso e forse ad Apollodoro di Damasco, in un’epoca in cui l’ingegneria romana raggiunse il suo apice. La cupola è la testimonianza duratura della loro abilità.

Quali sono le dimensioni della cupola del Pantheon?

Le dimensioni della cupola del Pantheon sono impressionanti e cruciali per la sua stabilità. La cupola è una perfetta semisfera: il suo diametro misura 43,44 metri, pari esattamente all’altezza dell’edificio dal pavimento all’oculus, consentendo a un’ipotetica sfera di essere inscritta perfettamente all’interno. L’altezza dal tamburo è di circa 21,75 metri. L’ingegneria che la sorregge è un capolavoro di alleggerimento: il materiale principale è il opus caementicium (calcestruzzo romano), ma la composizione cambia in base all’altezza. Alla base è mescolato con materiali pesanti come tufo e travertino, mentre man mano che si sale si utilizzano materiali più leggeri come mattoni frantumati e, verso la sommità, la pietra pomice, riducendo progressivamente lo spessore da 6,20 metri alla base a 1,40 metri presso il foro centrale.

Perché la cupola del Pantheon è aperta?

La cupola non è aperta, ma presenta al centro un’apertura circolare di circa 9 metri di diametro chiamata Oculus (occhio).

A cosa serve il buco sulla cupola del Pantheon?

Il foro o Oculus svolge diverse funzioni fondamentali:

  1. Strutturale: Alleggerisce notevolmente il peso nella parte sommitale della cupola, dove le spinte laterali sono minime, contribuendo in modo cruciale alla stabilità dell’intera struttura.
  2. Illuminazione: È l’unica e principale fonte di luce naturale per l’interno, creando un fascio luminoso che si muove lungo la volta e il pavimento, con un forte impatto scenografico e simbolico.
  3. Simbolico: Rappresenta la connessione tra il tempio (la sfera terrestre) e il cielo (la sfera celeste), un “occhio” aperto verso le divinità.

Quando piove, l’acqua entra, ma grazie all’effetto “camino” (l’aria calda che sale) le gocce si vaporizzano parzialmente. Inoltre, il pavimento è leggermente convesso e dotato di fori di drenaggio quasi invisibili che impediscono la formazione di pozzanghere.

L’oculo del Pantheon: meraviglia architettonica e leggende

L’oculo del Pantheon a Roma non è solo un foro circolare nel tetto. È un prodigio di ingegneria, un capolavoro architettonico e una fonte inesauribile di fascino e mistero che da quasi duemila anni affascina i visitatori. Rappresenta l’unica fonte di luce e ventilazione dell’edificio, creando un legame mistico tra lo spazio sacro interno e l’infinità del cielo.

Cos’è l’oculo del Pantheon?

L’oculo è l’apertura circolare posizionata esattamente al centro della cupola del Pantheon, il celebre edificio di Roma costruito originariamente come tempio dedicato a tutte le divinità. In latino, la parola oculus significa proprio “occhio” e descrive perfettamente la funzione di questa apertura: l’occhio del Pantheon che guarda il cielo.

Le dimensioni dell’oculo: diametro e specifiche tecniche

L’aspetto più impressionante è la precisione delle sue misure, che contribuiscono alla stabilità strutturale della cupola. Il diametro è di ben 9 metri.

Questa dimensione non è casuale: l’altezza interna del Pantheon e il diametro della cupola sono identici (43,30 metri), inscrivendo lo spazio in una sfera perfetta. L’ampiezza dell’oculo è stata studiata per equilibrare il peso della struttura, alleggerendo la sommità e riducendo al minimo la spinta sulla base, grazie anche all’uso di materiali progressivamente più leggeri man mano che si sale verso l’apice.

Il significato dell’oculo zenitale nel Pantheon

L’oculo zenitale (zenitale perché posizionato nel punto più alto e centrale) ha una profonda valenza simbolica. Essendo l’unica apertura, simboleggiava in origine la connessione diretta tra gli dei venerati nel tempio e la volta celeste. La luce che penetra non è solo illuminazione, ma un raggio divino che si muove lungo le pareti curve della cupola, toccando i visitatori e purificando lo spazio.

Architettura e design: come l’oculo influenza l’illuminazione interna

L’effetto visivo creato dall’oculo del Pantheon è drammatico. La luce, a seconda dell’ora e della stagione, si trasforma in un fascio di luce solida che scandisce il tempo e lo spazio all’interno dell’edificio. Non essendoci finestre laterali, la luce zenitale elimina quasi completamente le ombre e modella le nicchie e le colonne interne, regalando un’esperienza immersiva unica.

Leggende e miti legati all’oculo del Pantheon

La più popolare leggenda dell’oculo del Pantheon riguarda la pioggia. Molti credono che, a causa di un misterioso fenomeno aerodinamico, l’acqua piovana non entri nell’edificio. In realtà, la pioggia entra eccome! Tuttavia, l’ampiezza dell’oculo combinata con l’effetto di convezione (l’aria calda interna che sale) frammenta le gocce più piccole. Per gestire l’acqua che effettivamente cade, il pavimento è leggermente convesso e dotato di 22 fori di drenaggio efficientissimi. Un altro mito narra che l’apertura sia stata creata dal diavolo scagliato fuori dal tempio.

L’importanza dell’oculo nella storia del Pantheon

L’oculo non è solo un elemento decorativo; è la chiave per comprendere la resilienza strutturale del Pantheon. Quando l’edificio fu convertito in chiesa cristiana nel 609 d.C., la struttura fu preservata. Oggi, l’oculo del Pantheon rimane l’esempio più brillante della genialità ingegneristica romana e continua ad attirare milioni di visitatori, testimoniando un legame indissolubile tra terra e cielo.

Obelischi di Roma: quanti sono e dove trovarli

Roma, la Città Eterna, vanta un patrimonio storico ineguagliabile. Tra le sue meraviglie spiccano gli obelischi, monumenti monolitici che testimoniano l’antica grandeur dell’Impero e il suo legame con l’Egitto. Ma quanti obelischi ci sono a Roma e perché sono così importanti?

La Capitale ne ospita ben 13 tra originali egizi e imitazioni romane. Gli obelischi egizi sono un tesoro unico al mondo, trasportati qui dagli imperatori romani come trofei di guerra o per adornare templi e circhi.

Gli obelischi egizi a Roma: storia e origine di questi monumenti

La storia degli obelischi a Roma inizia con Augusto e Caligola, affascinati dalla cultura egizia. Questi monumenti, scolpiti in granito rosso di Assuan, venivano eretti in Egitto come simboli solari e dedicati alle divinità.

Arrivati a Roma, vennero impiegati per decorare circhi, come il Circo Massimo, o per ornare grandi piazze. Dopo la caduta dell’Impero e l’oblio, furono riscoperti e restaurati nel Rinascimento, in particolare sotto i Papi Sisto V e Alessandro VII, che li utilizzarono come punti focali architettonici per riorganizzare la città.

Curiosità sugli obelischi di Roma: miti, spostamenti e restauri

Gli obelischi di curiosità ne hanno molte. Il loro riutilizzo fu un’impresa ingegneristica colossale nel XVI secolo. Per esempio, l’Obelisco Vaticano fu spostato da Caligola dall’Egitto al Circo di Nerone e poi ricollocato in Piazza San Pietro per volere di Sisto V, un’impresa che richiese centinaia di uomini e cavalli.

Tra i 13, ben 8 sono autentici obelischi egizi, mentre gli altri sono imitazioni romane o moderne. I più alti raggiungono quasi i 34 metri, ma in media si aggirano sui 25.

Obelisco di Piazza della Rotonda e Obelisco Macuteo: due gioielli nel cuore di Roma

Tra i più affascinanti per posizione e storia, si trova l’Obelisco di Piazza della Rotonda, noto anche come Obelisco Macuteo. Questo piccolo, ma significativo, monolite risale al faraone Ramesse II ed è un perfetto esempio di riutilizzo storico.

Originariamente collocato nel Tempio di Iside e Serapide (Iseo Campense), fu riscoperto e poi innalzato davanti al Pantheon nel 1711. La sua base poggia sulla fontana, creando uno dei panorami più iconici della città.

Dove trovare gli obelischi di Roma: mappa dei più importanti

Gli obelischi punteggiano i luoghi più importanti della Capitale. Se siete curiosi di sapere quanti obelischi ci sono a Roma e dove ammirarli, ecco i principali:

  • Piazza San Pietro (Vaticano): Obelisco Vaticano (senza geroglifici).
  • Piazza del Popolo: Obelisco Flaminio (il primo a essere restaurato nel Rinascimento).
  • Piazza di Montecitorio: Obelisco di Montecitorio (utilizzato come gigantesca meridiana ai tempi di Augusto).
  • Piazza della Rotonda: Obelisco Macuteo (davanti al Pantheon).
  • Piazza Navona: Obelisco Agonale (parte della Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini).
  • Piazza di Spagna: Obelisco Sallustiano (imitazione romana).
  • Laterano: Obelisco Lateranense (il più alto di tutti, trasportato dal Circo Massimo).

Questi monumenti sono tappe obbligatorie per chiunque voglia esplorare la stratificazione storica di Roma.

Fontana di Trevi: storia e curiosità della fontana più bella di Roma

La fontana di Trevi a Roma non è solo un monumento: è il cuore pulsante e scenografico della Città Eterna. Visitare Roma senza ammirare questo capolavoro del Barocco è impensabile. Ma oltre al suo splendore, la fontana nasconde una storia millenaria e innumerevoli segreti.

La storia della Fontana di Trevi: origini e costruzione del capolavoro barocco

Per scoprire quando è stata costruita la fontana di Trevi, bisogna fare un salto indietro di oltre duemila anni. Le sue origini risalgono al 19 a.C., quando fu inaugurato l’Acqua Vergine, uno degli acquedotti più antichi di Roma. La fontana monumentale che vediamo oggi segna il punto finale di questo antico acquedotto.

Tuttavia, il progetto della fontana attuale, un trionfo dello stile Barocco, prese forma solo nel XVII secolo. Dopo diversi tentativi di rinnovamento, fu Papa Clemente XII a lanciare il concorso definitivo nel 1731 per la sua riprogettazione. I lavori furono lunghi e complessi, estendendosi per oltre tre decenni prima del completamento.

Dove si trova la Fontana di Trevi e perché è così famosa

Ti stai chiedendo dove si trova la fontana di Trevi? Si trova nel rione Trevi, al centro di un piccolo incrocio di tre vie (da cui, probabilmente, deriva il nome: Tre Vie). La sua posizione in una piazza relativamente piccola la rende ancora più imponente e sorprendente per il visitatore.

La sua fama mondiale deriva in gran parte dal cinema, in particolare dalla celebre scena del bagno di Anita Ekberg in “La Dolce Vita” di Federico Fellini, che l’ha consacrata come icona di bellezza e glamour italiano.

Chi ha costruito la Fontana di Trevi e cosa rappresentano le sue statue

Se ti chiedi chi ha fatto la fontana di Trevi o chi ha costruito la fontana di Trevi, la risposta è complessa. Il concorso del 1731 fu vinto dall’architetto italiano Nicola Salvi, che ne avviò la costruzione. Alla sua morte, fu completata da Giuseppe Pannini che rifinì l’opera e l’inaugurò nel 1762.

Le statue dominano la scena e sono fondamentali per capire cosa rappresenta la fontana di Trevi. Al centro spicca la figura imponente di Oceano, il dio del mare, che guida un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini (uno placido e l’altro agitato, a simboleggiare gli stati d’animo del mare). Ai lati di Oceano, si trovano le statue della Salubrità (a sinistra) e dell’Abbondanza (a destra).

Curiosità sulla Fontana di Trevi: leggende, tradizioni e segreti nascosti

Le curiosità sulla fontana di Trevi sono innumerevoli, ma la più nota è sicuramente la tradizione del lancio della moneta.

La Leggenda delle Monete:

  1. Una moneta: Assicura il tuo ritorno a Roma.
  2. Due monete: Garantiscono l’amore con un romano o una romana.
  3. Tre monete: Promettono il matrimonio con la persona conosciuta.

Un’altra curiosità riguarda i soldi: ti sei mai chiesto a chi vanno i soldi della fontana di Trevi? Ogni anno, le monete recuperate ammontano a oltre un milione di euro. Tutta questa cifra viene regolarmente raccolta e devoluta interamente alla Caritas, un’organizzazione caritativa, per finanziare opere di bene e assistenza ai bisognosi della città.

Infine, osserva il grande vaso decorato sul lato destro, noto come l’Asso di Coppe: si narra che Salvi lo fece posizionare apposta per coprire la vista della fontana a un barbiere del quartiere che continuava a criticare il suo lavoro.

La Fontana di Trevi resta un’opera d’arte maestosa che unisce storia antica e splendore barocco, regalando sempre un’emozione indimenticabile.

Il Rinascimento segreto di Roma: le opere nascoste nelle chiese minori e nei palazzi privati

Roma è un museo a cielo aperto, ma i suoi capolavori più celebri spesso mettono in ombra gemme artistiche altrettanto preziose, risalenti al Rinascimento. Se le grandi basiliche richiamano folle, le chiese meno battute e gli eleganti spazi dei palazzi celano affreschi, sculture e dettagli sorprendenti che raccontano una storia più intima e segreta della città eterna.

Le chiese di Roma e i tesori nascosti del Rinascimento

Oltre alle icone come la Chiesa del Gesù o la Chiesa Sant’Ignazio, vere e proprie esplosioni barocche, molte chiese a Roma conservano il fascino e la purezza del Rinascimento, spesso inaspettati.

La Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella), per esempio, sebbene prevalentemente barocca nell’assetto finale, custodisce opere rinascimentali fondamentali, come i cicli pittorici che ne segnano l’evoluzione storica. Allo stesso modo, non tutti sanno che la Chiesa degli Artisti (Santa Maria in Montesanto) riserva alcune sorprese meno note nelle sue cappelle laterali.

Questi luoghi di culto minori sono veri scrigni che offrono al visitatore la possibilità di ammirare l’arte in un contesto di silenziosa contemplazione, lontano dalla frenesia turistica. Qui, il Rinascimento si manifesta attraverso pale d’altare di allievi dei grandi maestri o dettagli architettonici che sfuggono alla prima occhiata.

I palazzi privati di Roma: opere rinascimentali poco conosciute

Il Rinascimento romano non si è espresso solo nella sfera religiosa, ma anche nelle dimore della nobiltà e del potere. Molti palazzi privati di Roma celano ancora oggi sale affrescate e cortili che testimoniano il gusto raffinato delle famiglie che commissionavano gli artisti dell’epoca.

Un esempio emblematico è Palazzo Venezia. Pur essendo un’imponente fortezza rinascimentale (e sede museale), le sue sale meno note e i passaggi meno battuti rivelano l’eccellenza architettonica e decorativa di quel periodo, offrendo una prospettiva unica sulla vita e l’arte del Quattrocento e Cinquecento. Questi palazzi, a volte aperti al pubblico solo in parte o in occasioni speciali, rappresentano il volto più esclusivo e meno accessibile del Rinascimento romano.

Capolavori segreti del Rinascimento romano: affreschi, sculture e dettagli da scoprire

La vera magia del Rinascimento segreto di Roma si nasconde nei dettagli. Non si tratta solo di grandi affreschi, ma di intarsi in legno, sculture votive in marmo bianco, e cicli pittorici conservati nelle sacrestie o nei chiostri adiacenti alle chiese.

Questi capolavori segreti offrono una lezione di storia dell’arte non convenzionale. Richiedono al visitatore curiosità e dedizione, premiandolo con la scoperta di opere di artisti minori, ma di grande talento, che hanno contribuito a rendere Roma la capitale ineguagliabile che conosciamo.

Per l’esploratore attento, la ricerca del Rinascimento segreto di Roma è un viaggio affascinante che trasforma ogni angolo della città in una potenziale galleria d’arte.

Roma di notte: cosa fare e vedere al chiaro di luna

La Capitale non dorme mai, ma è quando il sole tramonta che rivela il suo volto più seducente. Roma di notte si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove la storia millenaria si fonde con le luci soffuse, creando un’atmosfera indimenticabile, perfetta per una passeggiata romantica.

Lasciatevi guidare tra le piazze silenziose, i vicoli animati e i monumenti che, al chiaro di luna, sembrano risorgere con una nuova, potente magia.

Il fascino del Colosseo di notte: storia e magia sotto le stelle

Se c’è un’immagine che simboleggia l’eterno splendore di Roma, è il Colosseo di notte. L’anfiteatro Flavio, imponente di giorno, diventa quasi etereo quando le potenti luci lo accendono contro il cielo scuro.

La visita esterna è gratuita e imperdibile, ma per un’esperienza davvero immersiva, è possibile prenotare tour guidati serali (spesso chiamati Sotterranei e Arena di notte). Essere all’interno, nel silenzio della notte, rende la storia dei gladiatori e degli antichi romani ancora più palpabile e suggestiva.

Subito accanto, il Foro Romano e i Fori Imperiali, illuminati artisticamente, offrono uno scenario mozzafiato, trasformando la zona archeologica in una vera e propria scenografia teatrale.

Trastevere di notte: tra locali, tradizione e atmosfere uniche

Per chi cerca il cuore pulsante e conviviale di Roma di notte, Trastevere al chiaro di luna è la destinazione perfetta.

Questo storico quartiere, con le sue stradine acciottolate e gli edifici ricoperti di edera, è famoso per la sua autenticità e la sua vivace vita notturna. Qui, l’atmosfera romana è palpabile:

  • Cena tradizionale: Le trattorie offrono piatti tipici romaneschi, dalle classiche cacio e pepe ai saltimbocca, in un ambiente caldo e accogliente.
  • Locali e Piazza: Le piazze principali (come Piazza di Santa Maria in Trastevere) si animano con artisti di strada, piccoli bar e pub, offrendo infinite opportunità per un cocktail o una birra artigianale.

Trastevere è il luogo ideale per concludere una giornata di visite in allegria e in totale relax.

Pantheon e Piazza Navona: Roma notturna tra arte e luci

Il centro storico regala alcune delle visioni più spettacolari quando cala il buio.

Il Pantheon di notte, con la sua maestosa cupola illuminata, è un monumento che infonde stupore. Ammirarlo dall’esterno, magari sorseggiando un gelato seduti sulla piazza, è un’esperienza di calma e bellezza pura.

Se vuoi visitarlo anche di giorno prenota la tua visita!

A pochi passi, Piazza Navona si rivela in tutta la sua eleganza barocca. Le fontane illuminate, in particolare la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, creano giochi di luci e ombre che esaltano la scultura. Lontana dal trambusto diurno, la piazza diventa un luogo di quiete e contemplazione artistica.

Non dimenticate una sosta d’obbligo alla Fontana di Trevi, le cui acque cristalline brillano sotto i riflettori, amplificando la sua magia.

Panorami mozzafiato: dove ammirare Roma di notte dall’alto

Per godere appieno della vista della città illuminata, è essenziale raggiungere un punto panoramico. Il miglior panorama romano di notte si può ammirare da due luoghi principali:

  1. Il Gianicolo: La terrazza del Gianicolo di notte offre una delle vedute più complete. Da qui si domina il centro storico, con le cupole e i monumenti che emergono dal tappeto di luci. È una meta classica per le coppie, perfetta per una passeggiata romantica.
  2. Il Pincio: La terrazza del Pincio, che affaccia su Piazza del Popolo, offre una prospettiva magnifica sul cuore della città e sulla Villa Borghese. È facilmente raggiungibile e regala un punto di vista più intimo.

Che siate alla ricerca di storia, romanticismo, divertimento o arte, Roma di notte non delude mai. La sua luce notturna è un invito irresistibile a esplorarla oltre il tramonto.

Cose da vedere a Roma: le 10 attrazioni imperdibili della capitale

Roma, la Città Eterna, è un museo a cielo aperto che non smette mai di stupire. Se stai pianificando cosa visitare a Roma, preparati a immergerti in una storia millenaria, ammirando monumenti che hanno sfidato il tempo. Ecco le 10 cose da vedere a Roma che renderanno il tuo tour indimenticabile, perfetto anche per chi vuole visitare la capitale italiana in 5 giorni.

1 – Il Colosseo: l’anfiteatro simbolo di Roma da visitare assolutamente

Iniziamo con il simbolo di Roma: il Colosseo. Visitare il Colosseo, il più grande anfiteatro mai costruito, è un’esperienza emozionante che ti catapulta indietro ai tempi dei gladiatori e degli imperatori. Non dimenticare di prenotare in anticipo per saltare le lunghe code.

2 – Piazza San Pietro: il cuore della Cristianità e la sua maestosità

Situata nello Stato della Città del Vaticano, Piazza San Pietro è un capolavoro architettonico del Bernini. Ammirare la Basilica e il celebre colonnato è un momento di pura meraviglia. L’adiacente Basilica è il culmine della visita a questa area.

3 – Il Pantheon: un capolavoro architettonico da non perdere

Tra le cose da vedere a Roma, il Pantheon Roma merita un focus speciale. Un tempo tempio dedicato a tutte le divinità, oggi è una Basilica. Ciò che rende questo monumento straordinario è la sua architettura, in particolare la gigantesca cupola con l’oculo (un’apertura circolare) al centro, unica fonte di luce naturale. L’effetto che la pioggia o i raggi solari creano all’interno è semplicemente magico e fa del Pantheon un’attrazione da visitare assolutamente.

4 – Foro Romano e Palatino: dove camminare nella storia antica di Roma

Acquistando un biglietto combinato con il Colosseo, avrai accesso al Foro Romano e Palatino Roma. Passeggiare tra le rovine del Foro, l’antico centro della vita pubblica romana, e sulla collina del Palatino, leggendario luogo di fondazione della città, ti farà letteralmente camminare nella storia.

5 – La Fontana di Trevi: un’icona imperdibile della Capitale

Visitare Fontana di Trevi e lanciare una monetina (o tre!) è un rito che porta fortuna e assicura il ritorno a Roma. L’imponente bellezza barocca della fontana è ancor più magica di notte.

6 – Villa Borghese: il parco ideale per una passeggiata tra arte e natura

Se cerchi un po’ di verde, Villa Borghese Roma è il posto giusto. Questo grande parco offre giardini curati, laghetti e la splendida Galleria Borghese, che custodisce capolavori del Canova e del Bernini.

7 – Piazza Navona: la bellezza barocca di uno dei luoghi più famosi di Roma

Piazza Navona è l’emblema del Barocco romano, dominata dalla Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini. Un luogo ideale per godersi un caffè e l’atmosfera vibrante della città.

8 – Il Pincio: vista panoramica spettacolare su Roma

Sulla terrazza del Pincio, accessibile anche da Villa Borghese, potrai godere di una delle viste panoramiche più belle di Roma, perfetta soprattutto al tramonto, con vista su Piazza del Popolo.

9 – Musei Vaticani: un viaggio tra tesori artistici e storici

I Musei Vaticani ospitano una delle collezioni d’arte più grandi del mondo, culminando con la Cappella Sistina di Michelangelo. Prenotare online è essenziale per questo viaggio tra tesori artistici e storici.

10 – Castel Sant’Angelo: un imponente castello con vista su Roma

Originariamente mausoleo dell’imperatore Adriano, Castel Sant’Angelo è un’imponente fortezza con una storia millenaria. La vista dal terrazzo sulla città e sul Tevere è magnifica.

Non dimenticare di includere nel tuo itinerario anche luoghi come il Foro Italico per i suoi capolavori architettonici sportivi, specialmente se sei un appassionato di architettura e sport. Roma aspetta solo di essere esplorata!

Anteprima Film Una Fortuna di Nonna – 16 Novembre

Quattro chiese d’Italia apriranno le porte al cinema di Invisible Carpet!

Nelle città di Roma, Napoli e Perugia in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, Domenica 16 Novembre sarà proiettato in anteprima inclusiva il film UNA FORTUNA DI NONNA diretto da Sasie Sealy e interpretato da una strepitosa Tsai Chin.

Ambientato nel quartiere  Chinatown di New York, questa esilarante black comedy divertirà, emozionerà e farà riflettere su delicati temi attuali come la solitudine delle persone anziane, l’integrazione e la povertà.

Vi aspettiamo Domenica 16 novembre:

  • Ore 19:30 Roma, Basilica di S.Lorenzo in Lucina
  • Ore 18:00 Perugia, Chiesa di S. Maria Nuova;
  • Ore 18:00 Napoli, Chiesa Teatro Sanità;
  • Ore 18:00 Napoli, Chiesa Donnaregina Nuova.

Le 4 anteprime inclusive sono realizzate con il patrocinio ufficiale del Giubileo, con il patrocinio della Regione Umbria, in partnership con Fondazione Progetto Arca, Nazionale italiana Cantanti, D’Uva Servizi Museali, Progetto da Turista a Pellegrino e le quattro chiese coinvolte.

Media Partner: Rai Pubblica Utilità

Naturalmente l’ingresso alle proiezioni nelle chiese è libero e aperto a tutti.

Buona visione!

V Festival Internazionale d’Organo / Concerto conclusivo

V Festival Internazionale d’Organo

Si conclude il FESTIVAL ORGANISTICO INTERNAZIONALE AL PANTHEON con l’esibizione dell’Organista Olivier Latry


PROGRAMMA

7 novembre 2025 – ore 17:30
Olivier Latry – Francia


INGRESSO LIBERO